Cresce l’ottimismo dei risparmiatori in Europa: lievi spiragli di miglioramento per gli italiani, anche se ancora preoccupati per le proprie finanze

La Ricerca Internazionale ING sul Risparmio 2015 verifica come i consumatori spendono, risparmiano, investono e percepiscono il denaro Milano, 14 gennaio 2015 – Per gli europei il 2015 si apre con una percezione più positiva della propria situazione finanziaria. Calano dal 41% al 36%, infatti, gli intervistati che rispetto allo scorso anno vedono peggiorata la propria situazione finanziaria. E’ quanto emerge dall’ultima rilevazione della Ricerca Internazionale ING con focus sui risparmi realizzata tra ottobre e novembre 2014 in 13 Paesi in Europa su un campione di quasi 13 mila individui. I risparmiatori europei si dichiarano più soddisfatti dello stato delle proprie finanze e vedono più rosea la propria situazione economica. Anche in Italia l’umore sembra migliorato e, nonostante si riconfermi anche quest’anno come il Paese con la più alta percentuale di pessimisti, il dato risulta comunque in diminuzione rispetto agli anni scorsi. Il 51% degli italiani (era stato il 58% a inizio 2014) ritiene che, negli ultimi tre mesi dell’anno, l’evoluzione del quadro economico abbia determinato un deterioramento delle proprie finanze. Tra i paesi più sfiduciati troviamo, come l’anno passato, la Francia (50%) e la Spagna (44%), ma anche il Belgio (41%) e la Turchia (39%). Il livello di soddisfazione più elevato si riscontra invece in Germania, dove solamente il 23% della popolazione vede peggiorata la propria situazione economica, seguita dalla Repubblica Ceca (25%), dai Paesi Bassi e dal Regno Unito (27%). Percentuale di individui che, alla luce della situazione economica corrente, ha visto peggiorata la propria situazione finanziaria negli ultimi tre mesi del 2014 (Fonte: Indagine Internazionale ING sul Risparmio)

Nella classifica generale del comfort sul proprio livello di risparmi l’Italia si conferma fanalino di coda tra le nazioni europee; è infatti solo il 15% degli intervistati che si ritiene soddisfatto del livello dei propri risparmi. In testa alla classifica troviamo, invece, i Paesi Bassi (dove il 42% del campione si dichiara soddisfatto), seguiti da Regno Unito e Lussemburgo. Alla scarsa soddisfazione relativamente al livello delle proprie finanze si aggiunge la difficoltà a risparmiare, che rimane elevata. Nel nostro Paese, infatti, si registra la percentuale più alta (42%) di cittadini che ritiene che la quota di denaro messa da parte sia diminuita nell’ultimo anno. Questo dato sembra strettamente correlato alla dinamica del PIL nazionale. Infatti, nei Paesi dove si è registrata una crescita più forte del PIL la percentuale di cittadini che vede diminuiti i propri risparmi è risultata tendenzialmente più bassa: è il caso di Turchia, Regno Unito, Polonia (23%); Repubblica Ceca e Romania (24%); Germania (25%). Significativo in Italia anche il campione che afferma di non avere da parte denaro (39%), un dato leggermente al di sopra della media europea (38%). Agli ultimi posti della graduatoria troviamo la Romania, dove ben il 60% del campione dichiara di non disporre di riserve finanziarie. In vetta alla classifica dei risparmiatori si posizionano invece i Paesi Bassi in cui è l’80% degli intervistati a dichiarare di avere a disposizione accantonamenti, seguiti da Regno Unito (79%) e Lussemburgo (74%).

L’incertezza del quadro economico non ha solo pesato sulla capacità di risparmiare, ma ha anche costretto il 74% dei cittadini europei a ridurre i consumi. Il tempo libero e il divertimento sono le aree nelle quali si registra una maggiore contrazione: il 47% degli europei indica di aver ridotto le spese per cinema e ristorante rispetto al 65% degli italiani e al 61% degli spagnoli. La maggioranza del campione ha sacrificato anche le vacanze; sono soprattutto i cittadini di Austria, Germania, Lussemburgo e Romania ad aver tagliato il budget da destinare ai viaggi. Al terzo posto tra le aree dove si riscontra una maggiore percentuale di rinuncia (50% tra le donne e 32% degli uomini) troviamo l’abbigliamento e i trattamenti di bellezza, in particolar modo in Turchia. In tempi di crisi, gli europei intervistati hanno messo sotto controllo anche le spese destinate alla manutenzione e all’arredamento della casa. In calo, infine, anche i consumi per i generi alimentari dove sono soprattutto i francesi i più attenti al carrello della spesa (34%).

I consumatori europei hanno risparmiato anche sulla tecnologia, le utenze e i mezzi di trasporto. I tedeschi e i turchi, per esempio, hanno ridotto i costi per cellulari, internet e bollette di luce e gas, mentre il 22% degli spagnoli e degli italiani ha deciso di spendere meno per i trasporti. Il quadro relativo all’indebitamento personale che emerge dall’indagine si conferma eterogeneo, con modalità prevalenti che variano significativamente da paese a paese. Per il consumatore medio europeo il prestito personale è la modalità più diffusa di debito personale, seguito dalle carte di credito, dallo scoperto di conto corrente e dai prestiti di amici e parenti.

A fronte di una disomogeneità delle fonti prevalenti di indebitamento sembra invece manifestarsi una condivisa consapevolezza dei rischi connessi all’indebitamento privato. Per l’81% degli italiani interrogati (in linea con la percentuale europea), una volta acceso un prestito è facile rimanere intrappolati in una spirale di debito.

In un’altra sezione della ricerca è stato domandato agli intervistati se chiedere un prestito a un isitituto bancario o alla famiglia piuttosto che ad amici fosse causa di imbarazzo. Anche in questo caso il risultato è piuttosto omogeneo tra i paesi. Sia per l’europeo medio che per gli italiani, chiedere un prestito alla banca è causa di imbarazzo nel 38% dei casi; di fronte alla prospettiva di chiedere un prestito a familiari o ad amici, invece, la percentuale di coloro che risultano a disagio sale al 79% per gli italiani e al 74% per gli europei. Commenta Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING Bank Italia: “Il lento miglioramento del quadro macroeconomico sta avendo ricadute positive sulla posizione finanziaria delle famiglie europee. In Italia, la cui economia non è ancora uscita dalla recessione, il fenomeno è solo accennato. L’elevata incertezza sui tempi e sull’entità della prossima ripresa economica è ben riflessa nell’insoddisfazione dei nostri connazionali sul livello dei propri risparmi. In un contesto di inflazione nulla, un riavvio duraturo del processo di accumulazione di risparmi appare fortemente legato alla capacità dell’economia di generare nuova occupazione.” Nota metodologica – La Ricerca internazionale ING è un’indagine che intende indagare le abitudini di spesa, di risparmio e di investimento della popolazione europea e la percezione generale dei risparmiatori nei confronti delle risorse finanziarie. La ricerca in tema di risparmi è stata condotta dall’Istituto IPSOS su 12.743 intervistati distribuiti in 13 Paesi europei dal 16 ottobre 2014 al 5 novembre 2014. ING è uno dei principali gruppi bancari e assicurativi internazionali, oggi presente in più di 40 Paesi con 75.000 dipendenti e 48 milioni di clienti. In Italia ING Bank è presente dal 1979 con la Divisione Commercial Banking che offre servizi e finanziamenti a grandi imprese ed enti, e dal 2001 con la Divisione Retail ING Direct, la banca diretta leader in Italia per numero di clienti (circa1.000.000), la cui mission è quella di offrire a famiglie e risparmiatori prodotti semplici e trasparenti a condizioni economiche competitive. ING Direct propone oggi in Italia una gamma di prodotti mirata e completa: di pagamento, di risparmio, mutui, investimenti, assicurazione e prestiti personali.

ING annuncia la strategia “Think Forward”

• Una strategia volta a differenziare l’esperienza dei clienti, incentrata su relazioni primarie,
favorita da un’organizzazione snella, dall’eccellenza operativa e da una cultura orientata a
performance e prestazioni superiori
• Obiettivo di aumento dei prestiti del 4% annuo, diversificando il mix di investimenti,
attraverso iniziative di prestito a PMI, privati e industria
• Aggiornamento del programma finanziario “Ambition 2017”: ampliamento del margine di
interesse a 150-155 punti base, mantenendo un obiettivo di rapporto fra costi gestionali e
margine di intermediazione (cost/income ratio) pari al 50-53% in combinazione con un calo
dei costi di rischio e conseguente RoE del 10-13%
• Dopo aver completamente ripagato lo Stato olandese, ING intende tornare a versare i
dividendi sull’esercizio finanziario 2015, con un obiettivo di rapporto fra dividendi e utili netti
(pay-out ratio) >40%

 

Milano, 23 aprile 2014 – “Think Forward”, ossia “pensare avanti”: è questa la parola-chiave della nuova
strategia di ING Bank a livello globale, che Ralph Hamers, CEO del Gruppo ING, sta presentando in un
roadshow che lo vedrà impegnato da aprile e fino a fine anno in tutti i Paesi in cui ING è presente e che
oggi, dopo Amsterdam e New York, fa tappa anche a Milano.
“Negli anni scorsi abbiamo attuato una robusta ristrutturazione di ING Group per semplificare la nostra
azienda e renderla più forte e più sostenibile”, ha dichiarato Ralph Hamers. “Ora che ci troviamo nella
fase conclusiva della ristrutturazione e il nostro programma di disinvestimento per ripagare lo Stato
olandese è quasi completo, siamo orgogliosi di poter guardare al futuro di ING Bank, ossia di ‘pensare
avanti’”.
“Il panorama bancario sta cambiando rapidamente, così come le aspettative dei clienti, che acquistano
sempre maggiore mobilità e desiderano distribuire le proprie attività su più istituti di credito. Al tempo
stesso la tecnologia sta trasformando il nostro modo di interagire con i clienti. In parte a causa di nuove
normative, tutte le banche sono state obbligate a ripensare i propri modelli di business e a valutare le
aree in cui sono in grado di competere efficacemente e servire al meglio i propri clienti. In questo nuovo
contesto dobbiamo saper cambiare con agilità, per assicurare che la nostra affiliazione si mantenga
sostenibile e competitiva”.

“ING Bank parte da una posizione avvantaggiata, con un mix di business maturi e in crescita che ci
permette di beneficiare ampiamente da un’unione bancaria europea. Circa 32 milioni di clienti
ripongono fiducia in noi affidandoci le loro esigenze bancarie. Tale numero è in rapida crescita, segno
che la soddisfazione per il servizio ricevuto è molto elevata. Il nostro modello “direct first” ci permette di
attirare e fidelizzare un’interessante base in crescita di clienti che gestiscono direttamente i propri
investimenti. La nostra rete internazionale di servizi bancari commerciali e le nostre affiliazioni altamente COMUNICATO STAMPA
2/3
specializzate nei prestiti affiancano i clienti in oltre 40 Paesi. In tutte queste attività, il nostro scopo è
fornire alle persone gli strumenti che le aiutino a mantenersi un passo avanti nella vita e nel lavoro. I
clienti possono contare sulla nostra capacità di rendere i servizi bancari chiari e semplici, di fornire loro
assistenza ovunque e in qualsiasi momento, di renderli in grado di prendere decisioni razionali e di
migliorare costantemente il nostro servizio”.
“La nostra strategia punta a differenziare l’esperienza dei clienti attraverso un’organizzazione snella,
l’eccellenza operativa, una cultura improntata a performance e prestazioni superiori e
l’ampliamento delle nostre capacità di prestito. Il potenziale di miglioramento in queste aree varia in base
alle nostre attuali posizioni di mercato, che abbiamo suddiviso in Leader di mercato (Paesi Bassi,
Belgio, Lussemburgo), Sfidanti (Germania, Spagna, Italia, Francia, Australia, Austria) e Mercati in
crescita (Polonia, Turchia, Romania e le nostre partecipazioni in Asia)”.

“Vogliamo diventare la banca principale per un numero sempre maggiore di clienti aumentando la nostra
quota di conti correnti nel settore dei servizi ai privati e fornendo prodotti-chiave nel settore bancario
commerciale, quali servizi di prestito e di transazione. Nei Paesi Sfidanti i servizi ai privati sono attivi
prevalentemente sotto forma di servizi di banca diretta, che ci garantiscono un vantaggio sui costi
operativi rispetto alle banche tradizionali. In questo settore intendiamo avvalerci delle nostre competenze
di banca diretta e di grande attenzione al cliente estendendo i prestiti a soggetti come PMI e privati, ma
anche a una serie di società multinazionali. Per quanto riguarda i Mercati in crescita, offriamo un ampio
spettro di servizi ai privati e servizi commerciali nelle economie a espansione rapida che presentano
buone opportunità di crescita con quote di mercato sostenibili”.
“L’attenzione all’eccellenza operativa aumenterà, mentre l’ulteriore riduzione della complessità dei nostri
sistemi IT contribuirà anche a ridurre i costi. Verrà nominato un direttore operativo in seno al consiglio di
amministrazione dei servizi bancari, con responsabilità per operatività e IT, gestione dei cambiamenti e
approvvigionamenti. Accelereremo inoltre i ritmi di innovazione per rispondere alle esigenze dei clienti in
costante cambiamento, miglioreremo le nostre capacità analitiche per capire meglio i clienti e pensare in
modo nuovo e diverso rispetto a una banca tradizionale. Nomineremo inoltre un responsabile
dell’innovazione, che riferirà direttamente al sottoscritto e avrà il compito di promuovere e coordinare le
idee innovative, applicare le nuove tecnologie e le best practice locali per la gestione dei clienti in tutta
ING Bank, oltre ad assicurare un rapido accesso al mercato alle idee di successo”.

“Abbiamo aggiornato i nostri obiettivi finanziari nel nostro programma Ambition 2017, allo scopo di
accrescere il nostro libro prestiti del 4% annuo circa e il bilancio del 3% circa, finanziando questi obiettivi
principalmente attraverso depositi dei clienti. Per ottimizzare i bilanci locali, saranno attuate iniziative di
prestito rivolte a PMI e privati nei Paesi Sfidanti, tra cui Germania, Spagna e Italia, dove ci avvarremo
delle capacità di pagamento e svilupperemo ulteriormente le nostre competenze analitiche. La crescita
dei prestiti all’industria è sostenuta dalla nostra importante affiliazione globale e dai centri di competenza COMUNICATO STAMPA
3/3
in Belgio e in Germania. Un mix di prestiti più diversificato dovrebbe generare un margine di interesse
netto di 150-155 punti base entro il 2017”.
“Manterremo una ferrea disciplina nelle spese operative e continueremo a perseguire un ulteriore
incremento dell’efficienza in aree come IT e approvvigionamenti. Il nostro obiettivo di rapporto costi
gestionali/margine di intermediazione rimane al 50-53%. La riduzione dei costi di rischio abbinata alla
crescita del business e a nuove iniziative, parzialmente controbilanciata da un capitale più elevato,
dovrebbe generare un ritorno sul capitale del 10-13% (in base al capitale IFRS-EU)”.
“Dopo aver completamente ripagato lo Stato olandese, entro maggio 2015 intendiamo infine tornare a
versare i dividendi sull’esercizio finanziario 2015, arrivando a ottenere un rapporto fra dividendi e utili netti
(pay-out ratio) di almeno il 40%. ING Bank ha già effettuato la transizione al regime CRD IV e continuerà
a mantenere una posizione patrimoniale forte. Confermiamo l’obiettivo di una percentuale di capitale di
base di classe 1 fully loaded superiore al 10% e di un coefficiente di leva finanziaria del 4% circa”.

“Nel corso degli anni precedenti ING Bank ha presentato risultati forti e coerenti, ottimizzando il bilancio e
adeguandosi alle nuove normative. Tuttavia, non possiamo riposare sugli allori. C’è ancora molto da fare
per affrontare le sfide che ci attendono. Al tempo stesso, le opportunità sono numerose. Questo
aggiornamento della strategia guiderà ING Bank a pensare al futuro e ad agire nel presente”, ha concluso
Ralph Hamers

#ThankINGyou: ING DIRECT premia la propria community social

Per la prima volta in Italia un’iniziativa di Random Acts of Kindness
promossa da una banca

Milano, 19 Marzo 2014 – ING DIRECT ha lanciato #ThankINGyou, un’operazione speciale per dire grazie e
premiare personalmente la propria community social nella giornata di venerdì 14 marzo.
La community di ING DIRECT è composta oggi da oltre 230.000 persone, di cui 140.000 su Facebook, 4.000
follower su Twitter e più di 90.000 iscritti a Voce Arancio. Si tratta di una community attiva, composta di
persone in cerca di idee per semplificarsi la vita e caratterizzate dall’approccio smart al risparmio, dalla
vocazione green e dall’uso intelligente delle tecnologie.
La prima fase di #ThankINGyou ha visto l’analisi delle conversazioni online da parte del team di ING DIRECT
per intercettare i commenti e i messaggi degli utenti più attivi sui canali del brand. Poi c’è stata la scelta dei
regali per le persone selezionate, sia in base alle passioni dichiarate dagli utenti sui loro profili social e nelle
interazioni con i canali della banca che ai valori condivisi da ING DIRECT, quali l’attenzione all’ambiente e lo
smart saving.
I premi sono stati recapitati in forma digitale, ad esempio attraverso l’invio di gift card per usufruire di servizi
musicali online, abbonamenti per l’acquisto di ebook, pacchetti viaggio, coupon per l’acquisto di prodotti
biologici o per la casa. A questi si sono aggiunti tre “super premi” fisici, una bicicletta, un viaggio per due
persone a Berlino e un ebook reader, consegnati personalmente dal team social di ING DIRECT a Milano,
sorprendendo gli utenti in ufficio o sotto casa.
L’operazione e le reazioni delle persone coinvolte sono raccontate in questo video presente sul canale
Youtube di ING DIRECT: http://www.youtube.com/watch?v=_oTC-xZfyMI


L’attività nasce dalla consapevolezza che gli utenti sono sempre più alla ricerca di un rapporto diretto,
personale e di fiducia con i brand. Da qui l’idea di ING DIRECT di lanciare con #ThankINGyou un’operazione
di Random Act of Kindness, gesti di generosità fatti in modo spontaneo non solo per dimostrare
l’apprezzamento verso persone della community, ma soprattutto per instaurare un rapporto sempre più
concreto, diretto e paritario con loro.
L’attività è stata portata avanti in collaborazione con We Are Social, la conversation agency partner di ING
DIRECT Italia.

In occasione del Safer Internet Day, ING DIRECT annuncia il vincitore del concorso di idee “BitBumBam”

Premio finale a LimVtouch, l’idea di business che coniuga la tecnologia ad una a
nuova metodologia didattica, che si è aggiudicato 25.000 euro messi a disposizione
da ING DIRECT e 6 mesi di mentorship con iStarter
Le PinoParole, grazie ai voti ricevuti dal popolo della rete,
si classificano in seconda posizione

 

Milano, 12 febbraio 2014 – Dopo quasi 300 candidature inviate da tutta Italia e la prima selezione
dei 3 finalisti dello scorso novembre, ieri, presso La Fonderia Napoleonica Eugenia, si è svolto
l’evento di premiazione dell’iniziativa “BitBumBam” (www.bitbumbam.it), il concorso di idee
promosso da ING DIRECT, prima banca online in Italia, con l’obiettivo di individuare e sostenere i
progetti che aiutino i bambini da 0 a 10 anni a crescere tramite un utilizzo creativo e
responsabile della tecnologia.
Dopo lo sviluppo fattivo dei tre progetti finalisti che negli ultimi due mesi sono stati supportati da
iStarter, acceleratore e incubatore di business con sede a Torino, una giuria di esperti ha decretato
il vincitore finale. LimVtouch, il dispositivo portatile che consente di trasformare ogni
superficie in schermo touch, si è aggiudicato il premio finale di 25.000€ e ulteriori 6 mesi di
mentorship da parte di iStarter.
La giuria ha scelto di premiare questo progetto analizzando sia il modello imprenditoriale, sia le
competenze e la solidità del team che si è dimostrato in grado di rispondere ad una domanda
sempre più forte del mercato, creando un modello di business con ampie possibilità di successo.
LimVTouch, infatti, si pone l’obiettivo di rendere più efficace ed interattiva l’attività didattica,
avvicinando i docenti ad una nuova modalità educativa.

Grazie ad una telecamera e ad un puntatore a raggi infrarossi, è possibile trasformare qualsiasi
superficie in una lavagna interattiva multimediale touch, con accesso live a risorse multimediali e
sharing, sulla quale sarà possibile scrivere o selezionare i comandi con l’aiuto di una penna creata ad hoc. Il dispositivo, una volta collegato al computer, non necessita di alcun intervento di
installazione, funziona, infatti, in modalità plug and play e non è legato all’utilizzo di un software
proprietario, consentendo al docente di utilizzare il pacchetto che preferisce. LimVtouch è la
soluzione per mettere a disposizione di insegnanti ed alunni tecnologia e semplicità, abbattendo,
inoltre, due barriere tipiche dell’ambito scolastico: la scarsa abilità dei docenti e l’alto investimento.
Per l’acquisto di LimVTouch, infatti, è sufficiente sostenere un costo pari ad 1/3 di una semplice
lavagna interattiva multimediale.

Dei tre finalisti in gara, appartenenti ciascuno ad una delle aree di pertinenza Tecnologia per
crescere, Tecnologia per integrare e Tecnologia per imparare, il team de Le PinoParole si è
classificata in seconda posizione, grazie al maggior numero di voti ricevuti dal popolo della rete
sulla piattaforma www.bitbumbam.it. L’applicazione, progettata per supportare i bambini stranieri e
con Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL) ad apprendere i gruppi consonantici della lingua italiana,
ha ricevuto ulteriori sei mesi di mentorship con il supporto di iStarter. Il progetto dei Blocchetti
Intelligenti, nato con l’obiettivo di permettere ai bambini di progettare, costruire e controllare in
modo immediato ed intuitivo una macchina, ha invece conquistato il terzo posto.
La premiazione si è svolta in concomitanza con il Safer Internet Day, la giornata internazionale
che promuove un utilizzo responsabile delle tecnologie legate ad internet, tra i bambini e gli
adolescenti. Ripercorrendo il tema di questa edizione, “Let’s create a better internet together”,
ING DIRECT ha voluto dare voce a personaggi autorevoli che hanno messo a disposizione la propria
esperienza per offrire consigli e punti di vista su uno degli argomenti maggiormente dibattuti negli
ultimi anni.
L’evento è stato introdotto e moderato da Isabella Arrigoni, nota presentatrice di programmi
televisivi per ragazzi che vanta collaborazioni, tra le altre con Disney Channel e Sky.

La testimonianza di Sergio Rossi, Direttore Marketing e Comunicazione di ING DIRECT ha
ripercorso i momenti salienti del progetto, nato con l’obiettivo di invitare gli Italiani a proporre un
progetto innovativo che possa migliorare il futuro delle nuove generazioni. “Con questo concorso
abbiamo voluto offrire un’opportunità concreta per tutti coloro che credono nell’utilizzo della
tecnologia responsabile come strumento per realizzare cambiamenti concreti all’interno della società.
Questo è la stessa motivazione che ci ha spinto a concludere il percorso di BitBumBam in occasione
del Safer Intenernet Day con l’intento di contribuire e migliorare la fruizione dell’online. A questo vanno ad aggiungersi progetti socialmente utili rivolti ai più piccoli che ING DIRECT sostiene dal
2005, confermando un’attenzione all’universo infantile e all’innovazione”.
L’intervento di Paolo Ferri, Docente di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media e Tecnologie
didattiche dell’università Milano Bicocca e autore dei libri “La Scuola 2.0” e “Nativi Digitali, ha
affrontato il tema della collaborazione per costruire una rete internet che supporti le nuove
generazioni nell’apprendimento e nella crescita, offrendo consigli pratici per insegnanti e genitori:
“All’interno di un panorama in cui le nuove generazioni si avvicinano al web ad un’età sempre più
precoce, grazie anche al moltiplicarsi dei dispositivi che consentono un accesso immediato alla rete,
è fondamentale vigilare l’approccio dei più piccoli alle tecnologie che ormai costituiscono parte
integrante della vita quotidiana. BitBumBam rappresenta un’ottima iniziativa per sensibilizzare un
pubblico allargato rispetto all’importanza dei new media in età infantile, diffondendo una cultura della
rete necessaria per aumentare la portata positiva della tecnologia”.

Utili e significativi sono stati anche gli interventi dei quattro endorser che hanno sostenuto l’intera
iniziativa e che vedono nell’era digitale un’opportunità. Riccardo Porta, co-fondatore di
Bravibimbi, Selene Biffi, fondatrice di Plain Ink, Giorgia Conversi, Editor di Elastico e Don
Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria e fondatore di Comunità Nuova onlus
hanno raccontato come sono nati e come si sono sviluppati i propri progetti, accomunati da un unico
approccio: facilitare l’apprendimento e supportare positivamente le varie fasi della crescita dei
bambini, sfruttando le potenzialità che la tecnologia può offrire.
Con BitBumBam ING DIRECT ha voluto dare il proprio contributo per migliorare il futuro delle nuove
generazioni, confermandosi, ancora una volta, una banca giovane e dinamica, attenta alle tematiche
sociali e ai bisogni della collettività.

Ricerca Internazionale ING sul Risparmio 2014

Verso la ripresa? Risparmiatori europei prudenti, con qualche cenno di
miglioramento. Ecco come si orienterà il risparmio italiano nel 2014.

Milano, 2 gennaio 2014 – La crisi mette ancora alla prova le finanze dei risparmiatori in Europa, anche se
cominciano a farsi strada i primi segnali di miglioramento. Rispetto allo scorso anno, calano infatti dal 44% al
41% gli europei che vedono peggiorata la propria situazione finanziaria, con un lievissimo cenno di
progresso anche per l’Italia. E’ quanto emerge dall’ultima rilevazione della Ricerca Internazionale ING con
focus sui risparmi, realizzata in 13 paesi in Europa su un campione di 13 mila risparmiatori.
Davanti a un’Europa che mostra segnali di maggiore ottimismo sul fronte dei risparmi in pressoché tutti i
Paesi intervistati, l’Italia registra un incremento ancora piuttosto contenuto: gli italiani che vedono peggiorate
le proprie finanze negli ultimi tre mesi sono infatti il 58%, rispetto al 59% fotografato a inizio 2013. La
Francia è invece l’unico Paese a dichiarare una situazione decisamente peggiore rispetto ad un anno fa: la
percentuale di chi lamenta un calo delle proprie finanze passa infatti dal 46% dell’anno scorso al 55%
attuale.

Nella classifica generale del comfort sul proprio livello di risparmi, l’Italia, fanalino di coda d’Europa nel
2013, quest’anno scala una posizione e si colloca al 12esimo posto, mettendo a segno un piccolo recupero.
Risalgono tre posizioni anche Repubblica Ceca, dalla 13esima alla decima, e la Francia (da 11esimo a
ottavo posto). Nonostante l’economia tedesca in questo momento sia la più forte d’Europa, invece, i tedeschi
passano dal secondo al sesto posto.
Gli italiani non brillano per soddisfazione per i propri risparmi. Coloro che oggi si dicono soddisfatti del
livello dei propri risparmi sono il 16%, un valore che subisce un calo rispetto al 25% dello scorso anno (quando c’era stata una ripresa rispetto al minimo del 12% del 2012). Guidano invece la classifica
lussemburghesi, olandesi e austriaci, rispettivamente con il 45%, il 43% e il 38% di soddisfatti.

 

Non stupisce, quindi, che in caso di una drastica riduzione delle entrate, come la perdita dello stipendio di
uno dei componenti famigliari, il 42% degli italiani non avrebbe risparmi a sufficienza per andare avanti tre
mesi. Il dato è inferiore alla media europea, al 39% (in calo di ben 10 punti percentuali dal 49% dello scorso
anno), ma migliora rispetto al 45% rilevato a inizio 2013.

 

In questo contesto prevale la prudenza: gli europei si dicono infatti restii a spendere nel 64% dei casi e a
chiedere prestiti nel 69%. L’Italia, insieme a Spagna e Francia, è tra i paesi dove i risparmiatori sono più
riluttanti a spendere (76%) e ad accendere prestiti (74%). Solo l’11% degli italiani ha potuto permettersi di
non ridurre le spese, contro una media europea del 22%.

 

A volte, però, tagliare le spese non basta e oggi il 50% degli italiani, come il 55% degli europei, ha
qualche tipo di indebitamento tra prestiti personali, carte di credito, scoperto bancario e prestiti chiesti agli
amici, una formula quest’ultima che svolge un ruolo ancora piuttosto rilevante anche nel nostro Paese.

Ma dove si orienterà il risparmio degli italiani nel 2014? Una sezione dell’Indagine ING dedicata alla
Penisola dice che 5 italiani su 10 non investiranno, 2 su 10 sono ancora incerti, mentre chi investirà
prediligerà depositi a termine (13%), titoli di stato (9%), mercato immobiliare (6%), azioni (5,3%), fondi
investimento (4,9%), obbligazioni corporate (3,1%) e conti correnti (2,8%). E se nel 2013 il 17% degli italiani
ha cambiato banca, per il 2014 possiamo ipotizzare che un altro 16,5% lo farà, a fronte di un 64,4% che
non cambierà e di un 19% che ancora non sa.
“Alla luce del quadro macroeconomico sottostante, il perdurare del disagio dei consumatori italiani rispetto al
proprio risparmio non deve sorprendere” afferma Paolo Pizzoli, economista di ING. “In particolare, il
secondo anno consecutivo di recessione ha generato un aggravamento del quadro occupazionale, con
conseguenze negative in termini di reddito disponibile. Un contesto certamente non ideale per
l’accumulazione di nuovo risparmio. In un quadro di diffusa riduzione dei livelli di consumo, molte famiglie,
per mantenere il proprio standard di vita, hanno dovuto attingere ai risparmi accumulati in passato”.
Nota metodologica – La Ricerca internazionale ING è un’indagine trimestrale finalizzata a indagare le abitudini di spesa, risparmio e
investimento della popolazione e la percezione generale dei risparmiatori nei confronti delle risorse finanziarie. La ricerca in tema di
risparmi è stata condotta dall’Istituto IPSOS su 13.000 intervistati distribuiti in 13 Paesi europei nel periodo novembre 2013.